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Gran San Bernardo: vacanza tra natura e cultura

Gran San Bernardo: vacanza tra natura e cultura

La zona del Gran San Bernardo è una delle mete turistiche principali della regione della Valle d’Aosta. Per approfondire gli sport praticabili nella Valle del Gran San Bernardo si consiglia di leggere l’articolo relativo “Gran San Bernardo: sport invernali ed estivi”.
Al turista che si inoltra in questo territorio appariranno delle valli soleggiate coronate da impervie vette e ghiacciai, ricche di storia e cultura, che sapranno regalare un soggiorno all’insegna dell’aria buona, ma volendo anche alla scoperta di chiese, castelli e musei etnografici dove scoprire le radici storiche di questo affascinante luogo.

La Valle del Gran San Bernardo fu importante già in epoca romana come via di transito verso l’Elvezia e nel periodo medievale fu interessata dall’attraversamento della Via Francigena.

Ben presto lungo questa via nacque l’Ospizio, tutt’oggi funzionante e visitabile, gestito dalla Chiesa ed intento ad offrire un riparo ed un punto di ristoro ai tanti viandanti. Numerose nobili famiglie costruirono qui le loro residenze ed i loro castelli, molti dei quali ancora visibili sul territorio.
 

NATURA ED AMBIENTE
Un anfiteatro di elevate vette che culminano con i 4.171 metri del Dent d’Hérens sono la cornice alla stupenda Valle del Gran San Bernardo. Millenari ghiacciai e piccoli laghetti alpini si offriranno alla vista dei tanti visitatori che rimarranno stupefatti dai silenziosi boschi e dagli splendidi paesaggi montani.
Qui trovano l’habitat naturale numerose specie animali come stambecchi, camosci, ermellini, lepri ed altre specie tipiche dell’arco alpino. Inoltre nel periodo estivo si può assistere alla transumanza, ovvero allo spostamento del bestiame, dalle stalle ai pascoli primaverili.

Nei verdeggianti prati le mucche e le pecore brucano erbe di montagna che regalano un sapore ed un odore unico al loro latte da cui poi nascono alcuni dei formaggi più popolari della Valle d’Aosta, come la fontina, alla quale è stato dedicato addirittura un museo.

La valle del Gran San Bernardo è percorsa dal fiume Artanavaz che si congiunge con il fiume Buthier della Valpelline, ed in località Oyace ha creato nel corso dei millenni una splendida forra profonda 50 metri, conosciuta col nome di Orrido di Betenda. Per visitare questa suggestiva gola si può parcheggiare la macchina a Vernosse e proseguire a piedi, prima lungo una strada asfaltata, poi lungo un sentiero.
La passeggiata sarà piacevole e poco impegnativa e giunti al ponte di Betenda si potrà ammirare in tutto il suo splendore questo suggestivo luogo dove il sole arriva pochissimo e solo in estate, tanta è la sua profondità e strettezza.

Tra i luoghi naturali maggiormente degni di nota bisogna citare il grazioso Lago del Gran San Bernardo, posto a ben 2.447 metri di quota, ma raggiungibile comodamente in auto, il Lago Lexert ed il Lago di Place Moulin, dove si possono compiere delle passeggiate lungo il perimetro dei bacini lacustri o rilassarsi godendosi un tranquillo pic-nic nelle aree attrezzate. Se ci si trova nei pressi di Ollomont si consiglia di visitare le suggestive Cascate di Barliard. Questo piccolo villaggio sorge proprio ai piedi delle cascate ed è anche possibile vedere un caratteristico mulino ad acqua.
 

ARTE E CULTURA
La Valle del Gran San Bernardo offre anche molti spunti agli amanti dell’arte, della storia e delle culture tradizionali. Essendo attraversata dall’antica Via Francigena numerosi sono i resti di antiche costruzioni e tra tutte quella maggiormente interessante è l’antico Ospizio che ospitava i viandanti.
Passeggiando per il territorio si scopriranno torri e castelli, alcuni ridotti a pochi ruderi, altri ben conservati ed attualmente sede di musei e mostre, come il caso del Castello medioevale di Saint Rhémy En Bosses.

Questa bella costruzione risale al 1095, ma con ogni probabilità assunse le forme attuali durante il XV secolo. Attualmente, dopo lunghi restauri, è utilizzato per ospitare vari eventi culturali e mostre temporanee. Per scoprire il passato e la cultura che permeano questo luogo si possono visitare alcuni suggestivi borghi come Etroubles e Saint Rhémy En Bosses, nati lungo l’antica via romana.

Questi centri presentano una via principale e lungo tale asse si ergono il campanile della chiesa parrocchiale e le case, mentre dall’asse secondario si giungeva fino ai mulini e alle fucine. Le case sono straordinariamente come secoli fa, rigorosamente in pietra con portoni che conducono a cortili interni. Un tempo ogni casa era dotata di scuderie e fienili e anche se hanno cambiato destinazione, ancora si possono vedere queste antiche strutture.

Etroubles oltre ad essere molto caratteristico è anche un museo a cielo aperto, ricco di sculture realizzate dai più importanti artisti contemporanei. Da alcuni anni infatti, artisti italiani e stranieri si danno appuntamento in questo borgo di montagna per mostrare i loro capolavori in legno, pietra o dipinti. Le opere non vengono poi rimosse ma sono visibili tutto l’anno passeggiando per le vie del paese e ciò ha reso Etroubles un piccolo gioiello d’arte... un vero museo a cielo aperto!

Se si è interessati a scoprire le radici storiche di questi luoghi si consiglia di visitare il Museo etnografico di Etroubles, mentre per approfondire la tematica della Resistenza sulle Alpi si può visitare il Museo della Resistenza, a Valpelline. Un museo molto simpatico è quello dedicato al carnevale, allestito ad Allein; all’interno si verrà proiettati nel fantastico mondo del carnevale attraverso foto storiche, materiale donato da privati e lavori realizzati dalle scuole facenti parte dell’Istituzione Scolastica Grand Combin.

In ultimo bisogna citare l’interessantissimo Museo dedicato alla Fontina, regina su tutte le tavole valdostane! Il Centro visitatori di Valpelline permette di scoprire la storia di questo formaggio e la sua produzione. Nei due piani della struttura c’è un’area espositiva, una sala proiezioni con 50 posti disponibili, una postazione multimediale ed un punto vendita. La chicca di questo museo è sicuramente la stanza della stagionatura della fontina, ricavata direttamente nella roccia.
 

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